Geografia, strategia e conflitti geopolitici

 
La premessa con la quale il nostro socio e relatore, Walter Joffrain, apre il suo intervento è che tratterà l’argomento primariamente dal punto di vista geografico.
D’altra parte la geografia è sicuramente più stabile rispetto alla velocità e soprattutto all’imprevedibilità con la quale, quasi quotidianamente, la politica sposta i suoi asset.
Poiché la documentazione allegata, opera del relatore, è estremamente chiara ed esaustiva, questa breve sintesi si limiterà ad alcune definizioni e ad alcuni riferimenti storici ricordati nella premessa.
 
 
La geografia ha una rilevanza strategica in quanto, attraverso i chokepoint, è in grado di influenzare il commercio mondiale e la proiezione di potenza militare.
I chokepoint – punti di strozzatura - sono passaggi marittimi o terrestri ristretti e strategici, cruciali per il commercio globale e la sicurezza, poiché la loro chiusura o rallentamento può paralizzare le catene di approvvigionamento anche con piccoli contingenti.
 
La battaglia delle Termopili  è un classico esempio storico di chokepoint dove Leonida e 300 spartani sfruttarono la geografia per contrastare l'immenso esercito persiano di Serse.
Il passaggio stretto tra le montagne e il mare annullava la superiorità numerica nemica, dimostrando come un terreno ristretto possa permettere a forze minori di bloccare un esercito più grande diventando il territorio un moltiplicatore della forza.
 
Principali chokepoint marittimi:
 
 
Il passaggio di  Bab-el Mandeb -  Porta del lamento funebre – che  funziona da collegamento strategico tra l’Oceano Indiano e il Mar Mediterraneo attraverso il Mar Rosso e il canale di Suez per l'Europa e il petrolio mediorientale.
Si stima un transito medio giornaliero di circa 3,3 milioni di barili di petrolio in direzione dei porti europei e USA
 
 
Lo Stretto di Hormuz che divide la penisola arabica dalle coste dell'Iran, e mette in comunicazione il Golfo di Oman a sud-est, con il Golfo Persico ad ovest: punto cruciale per il greggio.
Ogni giorno passano 17 milioni di barili di petrolio, pari a ¼ delle importazioni USA, 1/3 di quelle
europee, ¾ di quelle giapponesi
 
 
Lo Stretto di Malacca via primaria per l'Asia.
 
 
Il Canale di Panama che collega l’Oceano Atlantico con l’ Oceano Pacifico.
 
 
Gli Stretti Turchi – Bosforo e Dardanelli -
 
 
di Gibilterra  ponte tra Europa ed Africa;
 
 
e di Danimarca tra Islanda e Groenlandia teatro del celebre scontro navale nel maggio del 1941.
 
La sicurezza di questi punti è costantemente monitorata dalle grandi potenze (in particolare dagli Stati Uniti e alleati) per garantire la libera navigazione e l'integrità delle supply chain globali. 
Queste aree sono peraltro molto vulnerabili, soggette a pirateria, conflitti, incidenti (chi non ricorda l’incidente della Ever Given a Suez) o ai cambiamenti climatici.
 
I Chokepoint più vicini a noi:
 
il canale di Sicilia che fu teatro strategico fondamentale durante le guerre puniche e segnò l’inizio dell’espansione imperiale di Roma;
 
 
Il canale d’ Otranto il cui sbarramento fu al centro della più grande battaglia navale avvenuta in Adriatico nella Prima guerra mondiale nella notte tra il 14 e il 15 maggio 1917. 
Tre incrociatori austro-ungarici attaccarono lo sbarramento alleato di pescherecci armati italiani e inglesi  per forzare il blocco che impediva alle loro unità di accedere al Mediterraneo; 
 
 
Lepanto dove si svolse il 7 ottobre 1571 nelle acque del Golfo di Patrasso, all'imboccatura del Golfo di Corinto, di fronte all'omonima città (oggi chiamata Nafpaktos), un’epica battaglia tra la flotta della Lega Santa e quella ottomana e segnò una vittoria decisiva per le forze cristiane, fermando l'avanzata ottomana nel Mediterraneo.
 
Quanto sopra, con i relativi riferimenti storici, ha costituito una premessa fondamentale per capire il contesto geografico e geopolitico nel quale ancora oggi si muovono enormi interessi economici e militari.
 
I punti focali di attualità trattati dal relatore e per i quali si rimanda alla ulteriore documentazione allegata sono:
 
 Aree geografiche strategiche nel conflitto russo-ucraino
 La vulnerabilità strategica del Baltico
 Vulnerabilità geografiche nella Penisola Arabica
 La nuova via della Seta cinese
 L’Artico come nuova area strategica
 Geografia e Dottrina Monroe