
Relatore: Dott. Franco Moscetti
E’ stato amministratore delegato del Gruppo 24Ore, di Air Liquide, del Gruppo Amplifon, oltre ad essere attualmente presidente di OVS. Rimandiamo al link Franco Moscetti per un più completo elenco degli incarichi ricoperti.
Stralci della relazione a cura di T. Orsini

Franco Moscetti apre la sua relazione ricordando la sua esperienza di rotariano (è stato infatti tra i fondatori del Club Leonardo da Vinci ricoprendo diverse cariche).
Al Rotary e alla città di Milano, alla quale è profondamente legato, riconosce con gratitudine le molte opportunità e possibilità di incontri nella socialità milanese che gli sono state offerte.
Venendo al tema assegnato, è un fatto, sostiene il relatore, che l’e-commerce ha cambiato le politiche di acquisto.
Oggi tutte le aziende, indipendentemente da quello che trattano, sono alla ricerca di un nuovo equilibrio; in particolare le piccole aziende retail si trovano in gravi difficoltà e spesso sono costrette a chiudere non essendo più in grado di sostenere i costi fissi.
Ma, continua Franco Moscetti, l’unica alternativa non può essere l’e-commerce: ogni volta che ciascuno di noi entra in un negozio, piuttosto che in un supermercato o accede ad internet, compie, seppur inconsapevolmente, un gesto politico.
In ognuna delle scelte ci sono vantaggi e svantaggi.
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Se tra i vantaggi dell’e-commerce annoveriamo, tra gli altri, la disponibilità 24/7 e la portata globale occorre però considerare che, rispetto ad un negozio fisico, manca l’esperienza sensoriale, la fiducia e la relazione e l’esperienza di acquisto - si può creare un ambiente piacevole (musica, caffè, arredamento) - che l'e-commerce non può replicare.
Occorre anche considerare il fattore generazionale: la generazione Z piuttosto che i millennials hanno sensibilità diverse e un diverso approccio alle politiche di acquisto rispetto ai senior.
Il negozio ha anche una funzione sociale e di presidio del territorio: fa parte del modo di essere di una città.

Per questo si parla oggi di “omnicanalità” ossia la ricerca di un approccio strategico che integri tutti i canali (fisici come negozi, digitali come siti web e app, social media, ecc.) per offrire al cliente un'esperienza di acquisto e interazione unica.
Va dunque trovato un equilibrio ma, occorre altresì essere consapevoli delle conseguenze a valle delle scelte stesse.
Una delle più delicate riguarda il problema della sicurezza informatica ultimamente aggravata dall’utilizzo dell’IA che ha dimostrato, nel bene e nel male, di essere in grado di manipolare i dati.

Quando acquistiamo in un supermarket, piuttosto che su internet, tramite i pagamenti digitali, i nostri dati vengono poi utilizzati per mappare i nostri gusti e, di conseguenza, riceviamo decine di mail, spesso non desiderate, con consigli sui prossimi acquisti, piuttosto che, ancora più fastidiose, una serie di telefonate da parte dei call center.
Il problema non è solo tra il consumatore e l’azienda, ma anche, come dimostrano purtroppo diversi casi, l’azienda stessa può diventare oggetto di ricatto da parte di hackers causando perdite economiche e danni reputazionali.
Purtroppo un problema così complesso andrebbe affrontato da un punto di vista sistemico, mentre - si rammarica Franco Moscetti - non c’è un’adeguata attenzione in termini sistemici per i quali si affrontano i problemi uno per volta, non immaginando che tipo di impatto possano avere nel sistema.
Dal racconto di esperienze personali vissute emergono i valori che lo hanno guidato nel mondo manageriale e imprenditoriale come unità, leadership inclusiva, innovazione continua e responsabilità collettiva, con un forte accento sul superamento dell'egoismo individuale per il bene comune, valorizzando l'umiltà e la visione strategica del futuro, spesso ispirata dalla figura paterna.
In sintesi, Moscetti promuove un approccio manageriale dove il successo si raggiunge attraverso la forza del gruppo, la visione lungimirante e l'etica del servizio e del bene collettivo.

Rivolge quindi un pensiero ai nostri giovani diplomati e laureati, alcuni anche con master post - laurea, costretti a lasciare il nostro Paese non trovando da noi le condizioni per esprimere il proprio talento e costruirsi un futuro dignitoso: così all’estero beneficiano di talenti formati senza avere investito nemmeno un euro.
Ancora una volta occorrerebbe una analisi di questi fenomeni a 360° considerando anche l’aspetto sociale.
Un mondo senza aziende, continua il relatore, non esiste.

Esistono tuttavia attività che non possono essere viste solo in termini di profitto come quelle che insistono in ambito sanitario: dobbiamo ricordarci che ci stiamo rivolgendo ad una persona e purtroppo ci stiamo dimenticando della centralità della persona con la sua individualità, le sue relazioni, capacità, sensibilità.
Anche nelle aziende, continua il relatore, riportando ancora una volta la propria esperienza, è più facile giudicare che capire e questo atteggiamento spesso impedisce di utilizzare al meglio le persone assecondando le caratteristiche individuali e consentendo ad ogni persona di esprimersi al meglio delle sue possibilità, contribuendo così in modo fondamentale alla crescita dell’azienda stessa.
L’azienda ha un valore che va ben al di là dell’aspetto economico soprattutto quando contribuisce alla formazione dei giovani neo assunti che imparano a stare insieme, a rispettarsi l’un l’altro, a riconoscere la leadership, il team building, categorie relazionali e di competenza, che la sola scuola o la stessa università non riescono a dare.
Il suggerimento di Franco Moscetti con il quale conclude il suo intervento, è di riflettere, prima di effettuare un acquisto, se il modo con cui ci accingiamo ad acquistare da un punto di vista, non solo economico, non solo sociale, non solo di carattere sistemico possa comunque contribuire a rendere il mondo migliore o peggiore.
