
Relatori: Daniela Giacoletto e Salvatore Vicari
Daniela Giacoletto, Presidente Egea e socia RCM Manzoni Studium
Salvatore Vicari, Senior Professor of Department of Management and Technology, Università Bocconi.
Stralci della relazione a cura di Anna M Goppion
Immagini a cura di Tiziana Orsini
È una serata affettuosa e devota quella dedicata a Luigi Guatri, che si apre con la testimonianza della nostra socia Daniela Giacoletto, a lungo collaboratrice e amica del professore. Daniela racconta la genesi del libro Il mondo di Guatri - Coraggio e innovazione per una visione al servizio del futuro, edito da Egea, che tutti riceviamo in dono, disponibile anche on line al link : https://mondodiguatri.egeaonline.it
“Qualcosa di nuovo” è sempre stato il suo motto.
L’incarico era giunto più di un anno fa, quando il professore aveva accolto Daniela con due borsoni pieni di libri (23 per la precisione), affidandole il compito di mettere insieme il tutto in modo coerente. Impresa non da poco. Alla fine, la proposta (due pagine, sapendo il suo amore per la sintesi) è per un libro leggero, di 160/170 pagine, in cui raccogliere l’essenza delle cose che vuole evidenziare, e mettere tutto il resto su una piattaforma. L’idea gli piace: non sa come funzioni una piattaforma, ma è qualcosa di nuovo e questo è un motivo in più per procedere.

Il “ragazzo di Trezzo” aveva fatto carriera velocemente. Approdato a 18 anni alla Milano del dopoguerra e alla Bocconi dei suoi sogni senza conoscere nessuno, veloce negli studi, massimo dei voti, stupisce e conquista tutti con la sua capacità di pensiero e scrittura, con la sua lucidità nel trasferire in operatività le teorie dei maestri ed elaborare teorie nuove, che le fanno avanzare.

Il Maestro per eccellenza, Gino Zappa, sempre parco di elogi, alla discussione della tesi stupirà i membri della commissione dichiarando che si trattava di un lavoro “pronto per la libera docenza”. Diventa quindi professore ordinario, consigliere delegato, direttore di Istituto, rettore, vicepresidente, presidente dell’Istituto Javotte (la Fondazione che sta sopra la Bocconi).

Inventa il marketing, crea la Scuola del valore e ne fa punto di riferimento in Italia e all’estero; salva la Bocconi dal dissesto finanziario, introduce la programmazione come metodo di gestione, in Università e nelle 300 realtà aziendali in cui è consulente e nelle 40 in cui è amministratore o sindaco. Dedica tempo e fatica a lottare per cause che facciano avanzare la società in termini di etica, qualità, giustizia: le sue parole d’ordine sono coraggio, dovere, responsabilità, rispetto, che applica rigorosamente nell’insegnamento, nella ricerca e nell’attività professionale.
Si indigna: si indignerà per tutta la vita per l’ignominia del Manifesto della razza, per le vicende di Dell’Amore, così come per quelle di Baffi e Sarcinelli, combatterà per la severità negli studi e la correttezza nei concorsi.
“Mentre scrivevo il libro, racconta Daniela, mi è stato raccomandato di non presentarlo come uomo di altri tempi. Giusto. Allora mi sono detta: proviamo a rileggere i 23 libri che mi ha dato in consegna (più gli altri che ha solo indicato) nell’ottica delle cose nuove che ha pensato, realizzato e che sono rimaste nuove nel tempo; proviamo a scoprire gli aspetti più riservati del suo pensiero o della sua vita”. Due piccole cose sono state trovate: un giorno, guardando un collega che si diletta di pittura, Guatri osservò malinconico: “Io nella mia vita ho saputo solo scrivere”; e, in un paio di altre occasioni, commentò meditabondo: “Tanta fatica e tanto impegno: chissà se ne valeva la pena”.
Tutti coloro che l’hanno conosciuto e lavorato con lui e vicino a lui, sanno bene il valore di quello che ha trasmesso. E quanto ne sia valsa la pena.

Altrettanto cordiale la testimonianza di Salvatore Vicari, che conosce Guatri nel ’73, come studente della Bocconi diventando ben presto suo assistente.
Comincia a lavorare con lui sul marketing, che allora in Italia significava solo occuparsi di temi connessi con la distribuzione. Guatri lo “trasforma”, perché le grandi imprese milanesi si confrontano con la concorrenza internazionale; ne fa lo strumento guida per affrontarla. Quando il professore gli affida il compito di aggiornare il suo libro sul marketing, la sorpresa è grande. Ci lavora un anno e mezzo e riscrive circa il 40% del libro. Alla consegna si sente dire: “Qui c’è un errore, non compare il suo nome accanto al mio”. Tutte cose inaudite per i baroni dell’epoca.
Quattro anni dopo la nuova edizione del libro – nel frattempo Vicari è diventato professore ordinario in Bocconi - il direttore del dipartimento lo convoca per ridefinire il corso per il dottorato di ricerca prendendo a modello gli analoghi corsi statunitensi. Ne esce un progetto di qualità ma molto costoso, un miliardo di lire, senza ricavi perché gli studenti destinati alla ricerca accademica vivono di borse di studio; la Bocconi non navigava ancora in acque tranquille. Ancora una volta il consigliere delegato, che risponde al nome di Luigi Guatri, stupisce: si congeda da un colloquio durato come sempre 7,8 minuti al massimo dicendo: “Si tratta di una bella cifra”. Pochi giorni dopo lo presenta al Consiglio di Amministrazione dell’ateneo che lo approva.
Secondo il relatore, Guatri aveva una caratteristica mai più trovata con la stessa intensità: 1) andava diritto al cuore del problema ed era in grado di prendere immediatamente la decisione; 2) aveva la vista lunga, comprendendo le attività che potevano produrre risultati nel lungo periodo.
Quando il professore lascia il marketing per concentrarsi sulle valutazioni d’azienda, Vicari si sente libero di seguire altre strade. Durante gli studi negli USA aveva notato come le imprese, a differenza di altre istituzioni, avessero vita molto corta: tre, quattro decenni. Della lista delle 500 imprese più importanti al mondo pubblicata da Fortune a metà degli anni ’50, dopo trent’anni i 2/3 non comparivano più e soltanto il 20% esisteva come entità autonoma. Non avevano trovato la capacità di evolvere, di adattarsi ai cambiamenti.

Dove si trova la capacità di adattarsi? Negli organismi biologici, quelli capaci di pensiero, dotati di sistemi cognitivi. È così che Vicari, negli anni ’90, si imbatte nel tema dell’AI, scrive L’impresa vivente e propone a Guatri di istituire un corso sulla tecnologia e l’innovazione, temi da Politecnico. Proposta accettata, dalla fine degli anni ’90 diviene un corso fondamentale.
Idealmente Vicari attribuisce a Guatri tutto il percorso di conoscenza sviluppato dai suoi allievi, qualità di cui sono capaci solo i veri maestri. Maestro è parola abusata oggi, che invece significa prima di tutto amare i propri allievi e non trasmettere solo conoscenze, bensì valori e modi di essere. Con l’esempio.
