Il dott. Giorgio Villa  Presidente Associazione Orafa Lombarda  è figura di riferimento del settore.
Giorgio Villa è alla guida della 8853 S.p.A. – realtà storica e leader nel commercio e nella lavorazione di metalli preziosi, punto di riferimento per operatori orafi e industriali, conosciuto per l’affidabilità, la cura del cliente, l’attenzione alla filiera e l’adozione di tecnologie innovative.
 
Stralci della relazione a cura di Carlo Vedani e Tiziana Orsini
 

ORO: bene rifugio.....

Con grande chiarezza e anche un tocco di simpatia, il relatore ci ha ricordato perché, da sempre, l’oro rappresenti un punto fermo nei momenti di incertezza: è fungibile, universalmente riconosciuto e facilmente scambiabile, ma soprattutto ha una straordinaria capacità di concentrare valore in poco spazio.

Emblematica, in questo senso, la dimostrazione “dal vivo” di un lingotto da un chilogrammo del valore attuale di 130.000€ , passato tra i presenti, che ha reso immediatamente percepibile quanto valore possa stare nel palmo di una mano; le dimensioni sono infatti 110x52x6,5 mm,
Non sono mancati spunti tecnici di grande interesse, come la spiegazione delle differenze fiscali tra oro da investimento (al 99% di purezza) e oro a titolo inferiore, che segue invece logiche più vicine al mondo della gioielleria.
A livello fiscale in Italia l’oro investimento 999/1000 (lingotti e monete) è esente da IVA all'acquisto; la tassazione si applica solo sulle plusvalenze (capital gain) in caso di rivendita, con un'imposta sostitutiva del 26% sul guadagno realizzato.
In mancanza della documentazione d'acquisto, dal 2024 la tassa del 26% si applica sull'intero importo della vendita.
I gioielli da indosso titolo 750/1000 sono invece esenti da tassazione.
 
 
Particolarmente interessante anche il confronto internazionale: il Dott. Villa ha evidenziato come nei portafogli degli investitori globali l’oro rappresenti mediamente tra il 15% e il 20%, mentre in Italia la sua presenza è generalmente molto più contenuta.
Da qui la riflessione che una quota di oro dovrebbe sempre essere presente in portafoglio, quale efficace strumento di diversificazione, grazie a una correlazione nel tempo tendenzialmente bassa rispetto alle altre asset class.
A rendere ancora più ricca la relazione, alcune statistiche che confermano come, nei momenti di tensione economica e geopolitica, l’oro torni puntualmente al centro dell’attenzione degli investitori, riaffermando il proprio ruolo di “porto sicuro”.
L'oro è tradizionalmente considerato il bene rifugio per eccellenza durante periodi di incertezza geopolitica ed economica, agendo come riserva di valore quando le valute fiat e altri asset rischiosi vacillano.
Tuttavia, le dinamiche di mercato recenti (2026) mostrano che la sua reazione non è sempre lineare e può essere influenzata da fattori macroeconomici contrastanti.
Sebbene la teoria suggerisca che l'oro salga sempre in guerra, la realtà del 2026 mostra dinamiche più complesse:
  • Volatilità: Le crisi geopolitiche possono causare picchi di volatilità, ma non sempre determinano un rally continuo e lineare del prezzo.
  • Interazione con Fattori Macroeconomici: Il prezzo dell'oro è spesso frenato quando i tassi d'interesse sono alti o il dollaro USA è forte, poiché un dollaro forte rende l'oro più costoso per gli investitori esteri.
  • Domanda Istituzionale: Nel 2026, si osserva che le banche centrali e gli investitori istituzionali acquistano oro per proteggersi dai rischi sistemici, sostenendone il prezzo a lungo termine nonostante le correzioni a breve termine.
In sintesi, nei momenti di tensione, l'oro tende a confermarsi un bene rifugio, ma il suo andamento a breve termine rimane influenzato anche dalla forza del dollaro e dalle politiche monetarie delle banche centrali.
Una mattinata partecipata e stimolante, che ha saputo coniugare competenza, concretezza e capacità divulgativa, lasciando ai soci interessanti spunti di riflessione su un tema antico quanto attuale.