Confessioni dal cuore del potere
 
Incontro con Francesco Micheli Presidente Micheli e Associati
 
Stralci della relazione a cura di Anna M Goppion
Immagini a cura di Tiziana Orsini
 
Forte partecipazione e clima di grande cordialità nella Conviviale del 19 maggio al Grand Hotel et de Milan.
Il nostro Presidente Stefano Boccadoro ha grande consuetudine con l’ospite.
L’occasione nasce dalla pubblicazione del suo libro Il capitalista riluttante. Confessioni dal cuore del potere, appena pubblicato da Solferino, la casa editrice del Corriere della sera, di cui tutti i presenti ricevono una copia in omaggio – e si tratta di una lettura avvincente.
La conversazione si svolge intorno a una serie di domande che il Presidente e poi gli ospiti presenti rivolgono all’ospite, alle quali Micheli risponde con garbo e semplicità.
Cominciando dal racconto dell’arrivo a Milano da Parma, ancora “il richiamo della foresta” per i tanti gioiosi ricordi dell’infanzia.
Il padre è un pianista, compositore e docente al Conservatorio di Milano, la madre una donna con un forte senso della concretezza; l’arrivo a Milano avviene durante gli anni delle elementari, casa in via Saffi al 6.
 
 
È la Milano vivace di Maurizio Pollini, delle Messaggerie Musicali in via del Corso, di famiglie importanti che Micheli frequenta e con le quali stringe rapporti di amicizia come quella con Piero Ravelli, figlio di Aldo, incontrastato re degli agenti di Borsa. È la Milano di Enrico Cuccia e di Eugenio Cefis.
 
 
Micheli comincia così, entrando in Borsa – la Borsa delle grida – all’inizio degli anni ’60 con l’intento di fare l’agente di cambio, laureandosi ai corsi serali. Ne esce presto, per spostarsi a Roma alla Capitalfin e all’Italfinanziaria, tra gli azionisti il fior fiore del capitalismo italiano. Dopo due anni, la Montedison di Cefis: si trova nel cuore dei poteri forti.
 
 
Una giornata indimenticabile è quella dell’aprile 1977, in cui Cefis gli comunica la decisione di dimettersi dalla presidenza di Montedison, stanco dei continui attacchi dei giornali che lo accusavano di rappresentare la “razza padrona”. Cuccia, il vero burattinaio, lo sostituisce con Schimberni; parte la scalata a BI-Invest - orchestrata da Micheli -, un’operazione che rappresenta un fulmine a ciel sereno per i poteri forti ma che segnerà il passaggio, nel nostro Paese, a un mercato evoluto di stile anglosassone. Dentro alla BI-Invest ci sono percentuali importanti di Fondiaria, di Gemina, della Bonomi.
 
Molti ricordi sono legati alle dinamiche di potere tra finanzieri e politici, per esempio a proposito di Montedison: Andreotti “gioca” per Agnelli, Fanfani per Cefis. Al grande spessore del deus ex machina Enrico Cuccia, in grado di realizzare qualsiasi operazione finanziaria con la sua Mediobanca, capace di grandi cattiverie e spietate vendette; all’amicizia con Maranghi, braccio destro di Cuccia. Il libro riporta anche un interessantissimo capitolo intitolato “La mia versione del Banco Ambrosiano”.
 
 
Micheli passerà poi ad altre avventure, dalla quotazione in Borsa di Finarte alla creazione di una start-up ante litteram come Fastweb.
 
Ma ancora fortissimo è il legame con la musica, che emerge qui e lì nella conversazione come un filo rosso della sua vita.